La più grande cantante nero americana di questi tempi. Stella nascente del panorama musicale internazionale”. Questi alcuni commenti dei giornalisti in sala stampa al Roof dell’Ariston rivolti a Joss Stone, la giovane cantante inglese (19 anni) arrivata al successo all’età di 14 anni e che si sta imponendo musicalmente anche in Italia. Per via della sua giovane età, e dell'aspetto decisamente gradevole, molti l'hanno paragonata a Britney Spears, ma Joss Stone non ha proprio nulla in comune con la svampita lolita del pop. Anzi, le sue credenziali si presentano nel rigore dello studio e della serietà che poco concede all'immagine e all'esteriorità.
Jocelyn Eve Stoker (questo il suo vero nome), adolescente inglese, con poche esperienze, ma tanta musica nelle orecchie, si e imposta per l'unicità della sua voce, bella, matura e musicale come quella di una completa e già affermata cantante soul di colore (anche se lei insiste che bisogna smettere di fare distinzioni fra voce bianche e nere). Appena finite le prove in teatro, la giovane cantante è salita al Roof dell'Ariston per rispondere alle domande dei giornaliti accreditati. Dopo il secondo album che si è discostato un po’ dal primo, ritornare alle sonorità nere nell’ultimo è stata un’idea tua o se, nel frattempo, è cambiato qualche cosa? “In realtà questo è il primo album che mi rappresentata davvero in tutto. Non ci sono altre influenze che i miei gusti e non c’è stata nessuna interferenza. In questo album ho deciso di cantare i brani che amavo sul serio. Si può dire che l’avrei voluto fare sin dall’inizio, ma chi ascolta una quattordicenne? Invece, in questi anni ho trovato il mio spazio. Un processo che mi ha permesso di arrivare sin qui”. Nonostante i 19 anni hai già una lunga carriera. Il primo disco è andato molto bene. Il secondo meno bene e al terzo è arrivato il riscatto. Cosa ti ha insegnato questa esperienza? "Sono pienamente d’accordo. Il primo album è stato molto buono anche se non mi piace riascoltarlo perché sento la mia voce e non è quella che vorrei ascoltare perché, come dicevo, prima seguivo le direttive ora posso fare quello che voglio. E’ vero, il secondo è veramente così, così. Giuro che non lo farò mai più. In questo tempo ho osservato come si costruiva un album. Ho assorbito tutto quello che vedevo come una spugna e ho avuto l’enorme fortuna di trovarmi assieme a grossi calibri come James Brown. Cosa farai stasera sul palco dell'Ariston? “Come non rendere omaggio ad Aretha Franklin? Durante le prove, quando ho chiesto alla platea quale brano volessero che interpretassi, manco a scommetterci, hanno suggerito ‘Respect’. Lo faccio volentieri anche se, e ve lo assicuro, nessuno potrà mai uguagliarla”. Dopo l’interpretazione di ‘Angela’ nel film Eragon accanto a John Malkovich farai ancora del cinema? “Tutto è possibile. Ho solo 19 anni e non si può dire. Dipende come mi sento. Se c’è qualcosa che mi ispira e se sono dell’umore giusto ok, sennò non prendo in considerazione quello che mi propongono. Da quando sei artisticamente nata hai dato una svolta al tuo look, diventando sempre più sexy. E’ tutta farina del tuo sacco? "Pensi veramente che qualcuno mi debba dire ciò che edvo indossare? Nessuno ha a che fare con le mie scelte. Oggi ho 19 anni, ieri ne avevo 14. Quando ne avrò 25 sarò ancora diversa. Comunque non è questo che conta, conta il fatto che io sono una cantante e non ho nessuna intenzione di prestarmi alle firme degli stilisti. Per me, l’unica cosa che conta veramente è la musica. Quando ci si vuol avvicinare a questo mestiere, solitamente le ragazzine prendono come esempio gruppi come quello delle Spice Girls. Tu no, perché? "Non voglio mentire: all’età di 8/9 anni anch’io avrei voluto essere come loro, ma al tempo stesso volevo essere Aretha. Mi ricordo che mi conquistò quando vidi alla televisione uno spot che pubblicizzava i suoi migliori successi. Questi brani flash mi coinvolsero a tal punto che corsi a scrivere il suo nome per non dimenticarlo dato che non l’avevo mai sentita prima di allora. C’è qualcuno a cui non riesci ancora ad artisticamente avvicinarti? "Poco fa, in teatro, quando il pubblico mi ha chiesto di cantare ‘Respect’ ho avuto un po’ di paura. Poi ho riflettuto e mi son detta che dovevo farcela perché il tempo a nostra disposizione è limitato. Domani potrei non esserci più, potrei anche morire. C’è un dio che decide il nostro momento e non dobbiamo sprecare il tempo a nostra disposizione con paure inesistenti Fonte: sanremonews (marzo 2007) |